Essenza Spazio Terapeutico

La Bioenergetica: assumere la responsabilità del proprio benessere fisico ed emozionale.

L’altro rapporto fondamentale è quello con l’aria, e la qualità di tale rapporto si evidenzia nella respirazione.
L’aria o la respirazione sono l’equivalente dello spirito, il pneuma delle antiche religioni, simbolo del potere divino che dimora in Dio (padre), la figura paterna.
La respirazione è un gesto aggressivo di cui l’inspirazione è la parte attiva. Il corpo risucchia l’aria. Il modo in cui respiriamo esprime le nostre sensazioni sul diritto di prendere ciò che ci serve nella vita. Respirando ci identifichiamo con il principio maschile, il principio attivo, o aggressivo della vita. Tale concetto dimostra l’ampia base su cui si fonda l’analisi bioenergetica. Su tale base è possibile in molti casi analizzare il rapporto di una persona col padre.

Vi sono molti tipi di disturbi respiratori correlati con la personalità. Due sono abbastanza importanti. Nel paziente schizoide e schizofrenico, per esempio, si scopre facilmente che il torace è depresso in posizione espiratoria. La respirazione è così ridotta che i muscoli del torace, il diaframma ed il torace sembrano parzialmente paralizzati. Infatti in tali pazienti si presenta una paralisi parziale di tutte le funzioni automatiche ed involontarie del corpo. Questa paralisi è correlata ad uno stato di terrore prevalentemente inconscio nel paziente schizoide, ma emergente nella sfera della consapevolezza nel soggetto schizofrenico. Ho descritto tali aspetti del funzionamento schizoide nel mio libro Il tradimento del corpo. Nel nevrotico, d’altra parte, si scopre che il torace è trattenuto in posizione inspiratoria. Assistiamo ad una sovrainspirazione, ed il paziente ha difficoltà ad espirare fino in fondo. Egli trattiene l’aria per misura di sicurezza. Egli ‘trattiene in sé’ laddove lo schizoide semplicemente blocca. In entrambi i casi lavorare con la respirazione conduce ben presto alla scoperta dell’ansietà profonda ed accelera l’elaborazione psicologica di tale ansietà.
Tale distinzione tra la respirazione nevrotica e quella schizoide non è assoluta, come non è assoluta la distinzione tra comportamento schizoide e comportamento nevrotico. Ciò che si può dire è che un’inspirazione limitata indica una tendenza schizoide nella personalità, mentre una ridotta espirazione indica una tendenza nevrotica. Questa distinzione è comunque meno importante del fatto che il paziente non respira pienamente e liberamente.
Va al di là degli scopi di questo saggio descrivere le tecniche bioenergetiche usate per liberare la funzione respiratoria usate per liberare tensioni muscolari croniche che la limitano. Una di tali tecniche, comunque, merita un cenno. Essa implica l’uso della voce.
 

L’ampiezza e la qualità della produzione di suono danno la misura della personalità. La parola personalità è derivata dall’espressione persona che significa “attraverso il suono”.
Attraverso il suo suono si può riconoscere una persona, ed attraverso i suoni che emette si può sapere cosa una persona sta provando (to feel). Persone inibite al pianto, all’urlo ed a parlare a voce alta sono limitate nella respirazione dalla tensione che blocca tali espressioni. Aiutare un paziente a piangere o ad urlare è uno dei modi più efficaci di liberare le emozioni bloccate, liberando la funzione respiratoria. L’urlo può spesso venire provocato tramite una pressione esercitata sui muscoli scaleni anteriori mentre il paziente sta emettendo un suono a voce alta. L’urlo involontario invia un flusso di sentimenti attraverso il corpo, dalla testa ai piedi, e produce una consapevolezza corporea totale ed unitaria. Qualsiasi sia il problema, esso si riflette in un disturbo del flusso delle sensazioni attraverso il corpo. Questo flusso di sensazioni è la base di tutta la risposta emozionale. Se è frammentario, le risposte emozionali saranno conflittuali ed ambivalenti. Se viene soppresso la risposta emozionale della persona si appiattisce. Solo nella persona emozionalmente sana il flusso è completo, libero e ritmico. Tale persona è capace di esprimere i propri sentimenti di amore, rabbia, paura e tristezza facilmente e con un completo controllo dell’io. Egli si possiede.

Quando il fluire dei sentimenti è bloccato da tensioni muscolari croniche, il possesso di sé è limitato. Diviene importante quindi rimuovere queste tensioni. Per fare ciò bisogna attraversare tre stadi.
In primo luogo il paziente deve divenire consapevole delle proprie tensioni, deve sentire la tensione e sensibilizzarsi all’impulso di cui sta bloccando l’espressione. Per esempio, deve sentire che la sua mascella serrata blocca l’impulso a mordere (essere mordace) o che le sue spalle tese bloccano l’impulso a colpire o a protendersi, e così via.
 

Ogni tensione muscolare cronica rappresenta una inibizione ed esprime determinati sentimenti. La tensione è la controparte fisica dell’inibizione psicologica.
Ma le tensioni non sono fenomeni isolati. Esse sono interrelate e nel loro insieme determinano l’atteggiamento caratteriale dell’individuo. Il paziente deve divenire consapevole di tale atteggiamento e comprendere il suo ruolo determinante nel comportamento. Ciò è quanto Reich chiamò analisi del carattere. In secondo luogo, il paziente deve scoprire le origini e chiarire il processo storico del costituirsi dell’inibizione o tensione. Questo è l’aspetto analitico della terapia bioenergetica. Se tale aspetto viene ignorato il paziente rimane tagliato fuori dal proprio passato, ed il conflitto inconscio che produsse la tensione non sarà mai risolto pienamente. Anche in tale fase il focus non è mai limitato alla singola tensione. Il “perché” di una particolare tensione si amplia ad includere il “perché” dell’intera struttura caratteriale. Il paziente deve vedere se stesso come prodotto di uno sviluppo storico peculiare. Quando egli mette a fuoco l’immagine completa, il puzzle della sua vita acquista un senso. Questi concetti sono sviluppati nel mio libro The Physical Dinamics of Character Structure.

In terzo luogo, gli impulsi bloccati devono liberarsi attraverso movimenti appropriati. Se ciò non avviene, l’analisi rimane sterile e non si verificano cambiamenti significativi nell’insieme della personalità. Il termine “movimenti appropriati” implica anche appropriate circostanze. Mettere in azione gli impulsi bloccati all’interno delle proprie relazioni sociali è una forma distruttiva di comportamento. Sia che una persona si senta o meno colpevole a proposito di un siffatto comportamento, esso rappresenta la negazione della dignità e dell’integrità di sé e dell’altro.

La bioenergetica fornisce gli strumenti attraverso i quali tali impulsi possono essere espressi nell’ambito controllato della situazione terapeutica. La rabbia bloccata può essere liberata, per esempio, colpendo a pugni o a calci il lettino. Lungo tutti gli anni della mia attività non sono mai stato colpito da un paziente. L’intera gamma delle emozioni, dalla bramosia più profonda alla rabbia più violenta, può venir espresso in tal modo.

Uno dei vantaggi del lavoro con queste tecniche è che il paziente può fare molto per aiutare se stesso. Prendere contatto col proprio corpo non è un’attività che si esaurisce in un’ora o in una settimana. Ogni momento della giornata ed ogni movimento danno al paziente un’opportunità di aumentare la propria consapevolezza corporea. Il paziente sviluppa una sensazione di consapevolezza di se stesso al posto della consapevolezza intellettuale che deriva dall’analisi dei pensieri.
I miei pazienti fanno a casa propria molti esercizi terapeutici attraverso i quali portano avanti il miglioramento della propria salute fisica insieme col proprio benessere emozionale.
 

Tra le molte modificazioni che l’analisi bioenergetica ha prodotto nella terapia reichiana, ricordiamo lo slittamento del fine terapeutico dalla potenza orgastica al piacere.
Con il termine “piacere” non intendo una provvisoria auto-indulgenza, bensì la capacità di gioire della propria vita. Il fine della terapia è di aiutare il paziente a ritrovare la capacità di provare piacere e gioia. Questo è un fine più ampio di quello formulato da Reich ed al contempo include il piacere sessuale e la soddisfazione orgastica. Mentre l’analisi dei conflitti sessuali rappresenta tutt’ora un punto focale del lavoro terapeutico in analisi bioenergetica, questo approccio non è (altrettanto) incentrato in modo esclusivo sulla sessualità quanto lo era l’approccio reichiano.
All’inizio ho sottolineato il crescente interesse verso il corpo e l’esperienza immediata, che rappresentano i lineamenti principali del nuovo approccio terapeutico. Il senso di tale focalizzazione è illustrato nell’esposizione di una sessione terapeutica. La paziente, una giovane donna di venticinque anni, mi consultò per una profonda reazione depressiva che era culminata in un tentativo di suicidio. Le era stato consentito di uscire dall’ospedale per consultarmi. Dopo aver discusso la sua situazione le feci eseguire alcuni esercizi bioenergetici atti ad ampliare la sua respirazione e motilità ed a promuovere l’espressione dei sentimenti. Alla fine della seduta il suo colorito era migliore, i suoi occhi più vivi ed il suo corpo provava sensazioni più intense.
Andandosene mi disse:


“Dottor Lowen, sono venuta senza speranza, ma me ne vado con un senso dl fiducia”.


In bioenergetica l’approccio alla personalità attraverso il corpo fornisce anche una nuova opportunità per comprendere e produrre un miglioramento in relazione a quei problemi che le tecniche verbali lasciano intatti, quali i disordini della personalità schizoide, della personalità dipendente del soggetto orale, della personalità masochista e della personalità rigida compulsiva.

Le tecniche verbali sono relativamente inefficaci nel trattamento di questi problemi di personalità perché essi sono strutturati a livello corporeo.
La personalità schizoide, per esempio, è determinata da una dissociazione della consapevolezza del corpo e si basa su una riduzione della sensazione del corpo.

L’aumento delle sensazioni corporee e la mobilizzazione della consapevolezza corporea sono le procedure immediate che possono portare al di là della dissociazione mente-corpo.
La personalità orale dipendente è determinata da un senso di insicurezza controllato da un contatto inadeguato dei piedi col terreno.

Promuovere l’insorgenza di sensazioni nelle gambe e nei piedi conduce al superamento del senso di insicurezza e riduce il bisogno di dipendenza di questa personalità. La personalità masochista, in senso lato, è determinata da una tensione cronica che strozza il collo e la cintura pelvica. Il masochista può essere considerato un individuo imbottigliato ed una delle sue più ricorrenti lamentele è la paura di esplodere. Quando queste tensioni vengono liberate la tendenza masochista al piagnucolio, alla lamentela ed alla sofferenza diminuiscono.
I tipi di carattere compulsivo sono caratterizzati da corpi tesi e rigidi e la rigidità psicologica si ammorbidisce solo quando si rilassa la rigidità del corpo.

Rimando a Reich ed ai miei libri per una più completa analisi di queste strutture della personalità.
Essere in contatto col proprio corpo offre alla persona l’opportunità nuova di una vita ricca di senso in questi tempi confusi. Ogni valore può essere messo in discussione oggi fuorché uno: la salute del corpo.
La persona che è in contatto col proprio corpo è consapevole delle proprie tensioni.
Essa sente quanto la sua respirazione è disturbata e può fare quanto e necessario per riportare il proprio funzionamento corporeo ad una condizione normale.
 

Quindi si può assumere la responsabilità del proprio benessere fisico ed emozionale. La persona che non si trova in contatto con il proprio corpo proietta i propri problemi addosso agli altri o ne ricerca la soluzione in un cambiamento radicale della società.
L’illusione che la società possa cambiare senza un preventivo cambiamento della struttura caratteriale dei suoi membri è stata discussa da W. Reich in Psicologia di massa del fascismo.
L’inevitabile crollo di questa illusione, prima o poi, farà precipitare nella depressione gli assertori della necessità di un cambiamento radicale della società.

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